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Il restauro delle carte storiche

Negli ultimi anni le registrazioni sismiche storiche hanno acquisito un’importanza sempre maggiore nella interpretazione scientifica dei terremoti del passato. Purtroppo vari sono stati i fattori che  hanno determinato  la dispersione, la distruzione o la difficile conservazione del materiale sismologico in particolare dei sismogrammi: mancanza di spazi, incendi, guerre, alluvioni, spostamenti di sede, ecc.  Di conseguenza è  nata, già da diverso tempo, la necessità di affrontare il problema della corretta conservazione di questo materiale in maniera sistematica.  Il laboratorio di restauro interviene sui sismogrammi e sui  documenti di maggiore  interesse particolarmente danneggiati che rischiano di perdere definitivamente le informazioni che contengono.  
Sono state definite alcune linee guide di riferimento per affrontare i problemi più urgenti.


I fattori da tenere in considerazione sono:

  • materiali costituenti e tecniche di fabbricazione (carta affumicata, fotografica,  termosensibile ecc.)
  • cause di deperimento (umidità, attacco fungino, strappi ecc.)
  • soluzioni di intervento conservativo a minore impatto possibile.
 

Tra le varie  tipologie di degrado,  i danni maggiormente riscontrati nei sismogrammi e nei documenti che il laboratorio si trova ad affrontare sono quelli di natura biologica come: gli attacchi fungini, quelli di natura meccanica quali: strappi, sfregamento e conseguente perdita di pigmento, e quelli di  natura chimico-fisica come: ossidazioni, sollevamenti e ingiallimenti di fissativi.
La carta usata per le registrazioni, spesso di cattiva qualità, qualche volta persino riutilizzata, si presenta o secca, fragile, pronta a sbriciolarsi al minimo contatto e quindi non lavorabile negli scanner,  o al contrario umida fino a  presentare estese macchie di muffa e zone completamente incollate tra loro.  In questi casi il laboratorio provvede ad isolare quei sismogrammi colpiti da attacco fungino, poiché le spore, inerti per anni , potrebbero improvvisamente attivarsi in ambienti con un livello di umidità non controllata e propagarsi a sismogrammi non contaminati.
Poiché la tipologia dei sismogrammi è varia, differenti sono le cause di deperimento e di conseguenza le tecniche di intervento conservativo che. volta per volta, il laboratorio di restauro decide di adottare. Con una serie di attrezzi e strumenti e materiali adatti allo scopo si interviene sul sismogramma o il documento  operando nella maniera meno invasiva possibile.
La metilcellulosa a base di amido di grano solubile in acqua a diverse percentuali e i materiali di supporto come le veline giapponesi di diversa grammatura sono studiati appositamente per questo. Purtroppo spesso è necessario estendere il restauro  all’intero documento quando questo presenta lungo tutto il bordo strappi e tagli di diversa gravità oppure quando questo è addirittura suddiviso in più pezzi.

Staff 

Alexia Battelli (Resp. dal 2008)

Donatella Famà

Emanuele Frocione

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