I beni che compongono il patrimonio storico scientifico degli archivi sismologici italiani  contribuiscono a raccontare la storia dell'evoluzione del pensiero scientifico nel nostro Paese. Poichè la sismologia non può riprodurre gli esperimenti osservati in laboratorio,  le registrazioni sismiche assumono un insostituibile valore scientifico nello studio degli eventi sismici. E' quindi una necessità ed un dovere conservare documenti e sismogrammi di particolare interesse storico, culturale e soprattutto scientifico per le generazioni future.

Il censimento del materiale sismologico,  in particolare  sismogrammi,  esistenti  negli archivi  italiani,  è la prima fondamentale e importante operazione svolta.  
Questo consente, soprattutto per le collezioni  storiche,  di tutelare preziosi documenti originali evitandone la dispersione e spesso l’ulteriore deterioramento.
La prima operazione quando si entra in un archivio è quello di definire le caratteristiche della raccolta  sia in termini cronologici (più o meno antica) che in termini strumentali. Sono elementi importanti per capire a quali fonti fare riferimento nella successiva fase di catalogazione (bollettini, quaderni di stazione, articoli su riviste scientifiche, ecc.).
Spesso prima di affrontare la catalogazione è  necessaria una prima indagine sulle collezioni per definire le priorità e le modalità di intervento più adatte per eventuali interventi di restauro.
La successiva  fase di catalogazione rappresenta  un’ importante  operazione di studio e ricerca attraverso la quale i dati e le informazioni raccolte intorno ad ogni singolo sismogramma sono inseriti in un sistema coerente e omogeneo che permette di rendere fruibili e facilmente accessibili  dati  sismologici anche in grande quantità (più di 50.000  sismogrammi catalogati ogni anno).
Specifici software di catalogazione consentono di creare database nei quali le informazioni relative ai sismogrammi  vengono associate alle immagini digitalizzate. È così possibile interrogare con facilità un’ingente quantità di dati con criteri diversi a seconda delle necessità di chi effettua la ricerca.

Le schede di catalogazione sono strutturate in  modo tale che le informazioni sono inserite in campi  obbligatori.
Per la stazione:
- sigla della stazione
- denominazione
- data di inizio funzionamento
- latitudine e longitudine
- eventuali note

Per lo strumento:
- sigla dello strumento
- denominazione
- stazione di registrazione
- data di inizio funzionamento
- componenti
- caratteristiche strumentali
- velocità di scorrimento della carta
- tipo di supporto cartaceo di registrazione 

Per  i sismogrammi:
- sigla della stazione e denominazione
- data del sismogramma
- orario di inizio e fine registrazione
- eventuali correzioni dell’orologio
- strumento di registrazione
- componenti
- supporto cartaceo
- possessore della registrazione
- eventuali note
codice progressivo    
- collocazione

Informazioni sempre più dettagliate  sulla storia del sismogramma inventariato possono sempre essere aggiunte o modificate man mano che si procede nella ricerca bibliografica.
Infine tutte le registrazioni di interesse storico-scientifico, prima di essere  trasferite al laboratorio di scansione per  essere riprodotte in formato immagine, vengono, attraverso l'inserimento dei dati in un database, collegate ad una etichetta costituita da un codice a barre.
Fase finale del lavoro di catalogazione e  conservazione  è  quello della ricollocazione delle collezioni  presso  gli archivi di provenienza  dove le condizioni di giacenza e conservazione siano idonee,  altrimenti  esse vengono trasferite, in condizioni di umidità controllata, presso l’archivio dell’Osservatorio di Gibilmanna dell’INGV. 
Prima del trasferimento, tramite un software dedicato, i sismogrammi sono sistemati ed associati  ad apposite scatole cui viene data  una collocazione  all’interno dell’archivio di Gibilmanna. Ogni scatola è individuata da un codice a barre ed un’etichetta che contiene informazioni circa la stazione di registrazione,  l’arco temporale dei sismogrammi contenuti in essa e la posizione all’interno dell’archivio.


Staff

Donatella Famà (Resp. dal 2008)

Alexia Battelli

Sandro Franceschelli

Emanuele Frocione

Corrado Thermes

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